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Buoni Pasto: Dal 1° Settembre 2025 commissioni massime al 5% per gli Esercenti

A partire dal 1° settembre 2025, entra in vigore una novità importante per le aziende e gli esercenti che utilizzano i buoni pasto: la Legge n. 193/2024 fissa un tetto massimo del 5% alle commissioni che le società emettitrici possono applicare agli esercizi convenzionati (bar, ristoranti, supermercati, ecc.).

Questa regola, già valida per il settore pubblico, viene ora estesa anche alle aziende private.


Facciamo prima un piccolo riepilogo normativo sui buoni pasto

🍽 Cos’è il buono pasto?

Il buono pasto è un beneficio aziendale che consente ai dipendenti di acquistare cibo e bevande presso esercizi convenzionati. Può essere cartaceo o elettronico, ha validità di un anno, non è cedibile né convertibile in denaro, e può essere usato fino a un massimo di 8 buoni per volta.

Dal punto di vista fiscale:

  • Il buono cartaceo è esente da tassazione fino a 4 euro.
  • Il buono elettronico è esente fino a 8 euro.

❓ L’azienda è obbligata a fornire buoni pasto?

No, in linea generale non esiste un obbligo di legge che imponga alle aziende private di erogare buoni pasto ai dipendenti. Si tratta di un benefit aziendale e non di una componente obbligatoria della retribuzione. Tuttavia, l’obbligo può scattare in due casi:

  1. Se è previsto dal CCNL applicato.
  2. Se è inserito in accordi aziendali o individuali.

🧾 I buoni pasto spettano anche ai dipendenti part-time?

, i buoni pasto possono essere erogati anche ai lavoratori part-timeindipendentemente dalla presenza di una pausa pranzo. Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate con la risposta a interpello n. 123/2021, superando un vecchio equivoco legato al Decreto n. 122/2017, ormai abrogato.

La disciplina fiscale attuale (art. 51 TUIR) non collega più il buono pasto alla pausa pranzo. Le uniche condizioni per l’esenzione fiscale e contributiva sono:

  • Non monetizzabilità: il buono non può essere convertito in denaro.
  • Erogazione alla generalità o a categorie omogenee di lavoratori (es. tutti gli impiegati, tutti gli operai, ecc.)

Alcuni CCNL stabiliscono condizioni specifiche, come:

  • Durata minima della giornata lavorativa (es. almeno 6 ore).
  • Presenza di una pausa tra mattina e pomeriggio.
  • Part-time verticale con orario pieno nei giorni lavorativi.

Se il CCNL è silente sul tema, l’azienda può decidere liberamente di estendere il beneficio anche ai part-time, purché rispetti le regole fiscali.


🧾 Alternative al buono pasto

Le aziende, se previsto dal CCNL, possono scegliere tra:

  • Mensa aziendale o interaziendale
  • Indennità sostitutiva di mensa (erogata in busta paga e soggetta a tassazione, tranne in settori specifici, es. edilizia, in cui l’importo è esente fino a 5,29 Euro al giorno)

⚖️ Cosa cambia con la nuova legge?

  • Le commissioni che gli esercenti pagano alle società emettitrici non potranno superare il 5%.
  • buoni emessi prima del 1° settembre 2025 restano validi fino al 31 dicembre 2025, anche se soggetti a commissioni più alte.
  • Dal 1° gennaio 2026, tutti i buoni dovranno rispettare il nuovo tetto.

💡 Impatti per le imprese e lavoratori

  • Le aziende emettitrici potrebbero rivedere le condizioni economiche. Questo potrebbe portare a le aziende ad intraprendere possibili rimodulazioni del welfare aziendale. Ti consigliamo prima di valutare come procedere parlandone con il tuo Consulente del Lavoro.
  • Alcune imprese potrebbero valutare la riduzione del valore facciale del buono pasto. Anche in questo caso, ti consigliamo di fare una chiacchierata col tuo Consulente del Lavoro.

Facciamo un esempio:

🧩 Caso aziendale: Studio Alfa S.r.l.

Contesto:
Studio Alfa S.r.l. è una piccola impresa con 25 dipendenti. Da anni offre buoni pasto elettronici ai propri collaboratori, acquistandoli da una società emettitrice. I buoni hanno un valore facciale di 7 euro e vengono accettati da bar e ristoranti convenzionati.

🔄 Prima del 1° settembre 2025

  • La società emettitrice applicava commissioni del 12% agli esercenti.
  • I ristoratori spesso rifiutavano i buoni o applicavano sovrapprezzi.
  • Studio Alfa acquistava i buoni con uno sconto del 5% sul valore facciale.

✅ Dopo il 1° settembre 2025

  • Le commissioni agli esercenti non possono superare il 5%.
  • I ristoratori sono più incentivati ad accettare i buoni.
  • La società emettitrice riduce lo sconto per compensare la perdita di margine.
  • Studio Alfa paga quasi il valore pieno dei buoni, ma i dipendenti li possono usare più facilmente.

📉 Impatto sul welfare aziendale

Studio Alfa, per contenere i costi, potrebbe decidere di:

  • Ridurre il valore facciale dei buoni da 7 a 6 euro.
  • Limitare l’erogazione ai soli dipendenti full-time.
  • Valutare l’alternativa dell’indennità sostitutiva di mensa per i part-time.

👥 Effetto sui dipendenti

  • I dipendenti full-time continuano a ricevere buoni, ma di valore leggermente inferiore.
  • I part-time ricevono un’indennità in busta paga, soggetta a tassazione.
  • I ristoratori locali accettano più volentieri i buoni, migliorando l’esperienza d’uso.

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