Con la Legge 8 ottobre 2025, n. 151, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 10 ottobre, il 4 ottobre diventa festa nazionale in onore di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, inserita tra le ricorrenze ufficiali della Legge n. 260/1949.
La novità entrerà in vigore dal 1° gennaio 2026 e comporterà riflessi diretti nella gestione del personale e nel costo del lavoro.
👷♀️ Effetti per lavoratori e imprese
La giornata del 4 ottobre dovrà essere gestita come una festività ordinaria:
- Assenza dal lavoro retribuita, se non lavorata.
- Maggiorazione retributiva, se lavorata.
- Retribuzione aggiuntiva, se coincide con la domenica o con un giorno di riposo in sostituzione della domenica.
Nel 2026 la data cadrà di domenica, generando quindi, nella maggioranza dei casi, una festività non goduta e, quindi, retribuita, con relativo impatto economico per le aziende.
💶 Impatti sul costo del lavoro
L’introduzione di una nuova festività comporta inevitabilmente un aumento del costo del lavoro:
incremento dei costi in caso di lavoro festivo o in occasione della festività non goduta;
un giorno in meno di produttività a parità di retribuzione;
Le aziende dovranno tenerne conto nella pianificazione del calendario lavorativo, dei costi e delle presenze, aggiornando di conseguenza la gestione paghe e le previsioni contrattuali.
📑Contratti collettivi e CIG
- I CCNL dovranno essere aggiornati, ma fino ad allora la giornata del 4 ottobre sarà comunque festiva per legge.
- In caso di Cassa Integrazione, la giornata seguirà le regole ordinarie: sarà a carico INPS solo dopo la seconda settimana di sospensione per i lavoratori retribuiti a ore.





