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Detassazione 2026 su aumenti contrattuali e indennità: informativa ai lavoratori

Dal 2026 è in vigore una normativa che permette, in presenza di determinati requisiti, di applicare una tassazione agevolata su:

  • aumenti retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali, con imposta sostitutiva al 5% (per redditi 2025 fino a 33.000 €)
  • indennità e maggiorazioni legate a lavoro notturno, festivo, turni, tassate al 15% (per redditi 2025 fino a 40.000 €)

L’obiettivo della misura è permettere al lavoratore avente diritto di percepire più netto in busta paga.

Come funziona l’applicazione della detassazione

Per la generalità dei lavoratori:

Applicazione automatica

Il datore di lavoro applica direttamente l’imposta sostitutiva, salvo rinuncia scritta del lavoratore.

⚠️ Autocertificazione obbligatoria in alcuni casi

L’autocertificazione del reddito 2025 è necessaria per:

  • lavoratori assunti nel corso del 2025
  • lavoratori assunti nel 2026
  • lavoratori part‑time

👉 Senza autocertificazione, l’agevolazione non può essere applicata.

In queste situazioni, il datore di lavoro non può conoscere il reddito da lavoro dipendente 2025, che rappresenta un requisito essenziale per applicare la detassazione.

Il modulo di autocertificazione sarà messo a disposizione su Magnacarta. Se rientri in questa casistica, chiedilo al tuo datore di lavoro, compilalo, firmalo e riconsegnalo quanto prima per vederti riconosciuta l’agevolazione!

Quando conviene la tassazione agevolata

La tassazione agevolata conviene quasi sempre quando il reddito 2025 rientra nei limiti previsti.

Conviene sicuramente se:

  • percepisci aumenti da rinnovo contrattuale
  • svolgi lavoro notturno, festivo o a turni con indennità aggiuntive
  • non rientri in particolari aree di esenzione fiscale

Quando può essere più conveniente la tassazione ordinaria

Ci sono però alcuni casi – minoranza, ma reali – in cui il lavoratore può preferire la tassazione ordinaria.

✔ 1. Lavoratori nella no tax area

Se il reddito complessivo è così basso da rientrare nella no tax area, l’IRPEF ordinaria è già pari a zero.
In questo caso:

  • la tassazione agevolata (5% o 15%)
  • diventerebbe più alta dell’IRPEF ordinaria (0%)

👉 Quindi la detassazione NON conviene, e il lavoratore dovrebbe valutare la rinuncia.

✔ 2. Lavoratori part‑time con redditi molto bassi

Anche senza rientrare pienamente nella no tax area, alcuni lavoratori part‑time hanno:

  • redditi complessivi molto bassi
  • detrazioni da lavoro dipendente elevate
  • IRPEF effettiva molto ridotta (a volte vicina allo 0%)

👉 In questi casi la tassazione ordinaria può risultare più favorevole della sostitutiva.

✔ 3. Lavoratori con molte detrazioni (carichi familiari, altri bonus)

Se il lavoratore ha:

  • detrazioni per famiglia a carico
  • detrazioni per lavoro dipendente molto elevate
  • altre detrazioni che abbattono l’imposta

…potrebbe avere una IRPEF ordinaria molto bassa, anche inferiore alla misura sostitutiva.

✔ 4. Lavoratori che vogliono evitare “perdite” di detrazioni collegate all’imposta lorda

Essendo la detassazione una tassazione sostitutiva, riduce la base imponibile IRPEF e può in alcuni casi abbattere l’imposta lorda al punto da non permettere il pieno utilizzo di alcune detrazioni.

Situazione rara ma possibile.

Come decidere cosa conviene

Il lavoratore può:

  • mantenere la tassazione agevolata (impostazione predefinita)
  • rinunciare se appartiene a uno dei casi in cui la tassazione ordinaria risulta più vantaggiosa

In caso di dubbi, è consigliabile chiedere una simulazione all’ufficio del personale o allo Studio paghe.

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