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TFR e fondi pensione: cosa cambia dal 1° luglio 2026 e cosa deve fare il datore di lavoro

Dal 1° luglio 2026 cambia in modo significativo la gestione del TFR per i nuovi assunti.

Non si tratta solo di una modifica “formale”: il nuovo sistema ha impatti immediati su costi, procedure e tempi aziendali.

Vediamo cosa cambia e, soprattutto, cosa deve fare operativamente il datore di lavoro.

⏱️ La novità principale: 60 giorni (non più 6 mesi)

Per i lavoratori assunti dal 1° luglio 2026:

  • il termine per scegliere la destinazione del TFR scende da 6 mesi a 60 giorni
  • se il lavoratore non sceglie, scatta automaticamente:
    • adesione al fondo pensione con
    • versamento del TFR
    • e attivazione della contribuzione aziendale e carico dipendente

👉 Tradotto: il silenzio non è più neutro e può generare costi per l’azienda.

🔁 Adesione automatica: cosa succede davvero

In caso di mancata scelta entro 60 giorni:

  • il lavoratore viene iscritto al fondo previsto dal CCNL
  • se ce ne sono più di uno → va a quello con più iscritti
  • se non c’è un fondo → si utilizza il fondo residuale (Fondo Cometa)

Inoltre:

  • partono i versamenti dal primo giorno di assunzione (quindi retroattivi)
  • l’azienda deve versare anche la contribuzione datoriale minima prevista dal contratto

👉 Questo è il punto più delicato: il costo non riguarda solo il TFR.

📄 Nuovi obblighi per il datore di lavoro

Dal 1° luglio cambia completamente l’approccio:

1. Informativa obbligatoria all’assunzione tramite nuovo modulo TFR2

Deve essere:

  • completa
  • chiara
  • tracciabile

E deve spiegare:

  • opzioni disponibili sul TFR
  • fondo di destinazione
  • regole dell’adesione automatica
  • scadenza dei 60 giorni

Siamo in attesa che la COVIP pubblichi il fac-simile del nuovo modulo TFR2. Questo potrà essere usato come informativa obbligatoria.

2. Monitoraggio delle scadenze

Non basta consegnare il modulo:

  • devi monitorare i 60 giorni
  • meglio con alert automatici (software paghe o interno)

Esempio:

  • assunzione 1° luglio → scadenza 30 agosto
  • assunzione 15 luglio → scadenza 13 settembre

Su questo punto, possiamo aiutarti noi, ricordandoti la scadenza per tempo.

3. Gestione del silenzio-assenso

Se il lavoratore non risponde:

  • devi comunicare l’adesione al fondo
  • iniziare i versamenti
  • recuperare anche i mesi precedenti (effetto retroattivo)

4. Conservazione documentale

Devi conservare:

  • informativa consegnata
  • scelta del lavoratore (o mancata scelta)
  • dichiarazione TFR

👉 In caso di contestazioni, serve una prova formale.

5. Verifica posizione pregressa

Se il lavoratore cambia azienda:

  • devi verificare se aveva già un fondo
  • va informato della possibilità di scegliere entro 60 giorni.

💰 Impatto economico: attenzione ai costi nascosti

Con il nuovo sistema:

  • il silenzio può comportare:
    • TFR al fondo
    • contributo azienda
    • gestione amministrativa più complessa

Un’unica eccezione:

  • niente contribuzione aggiuntiva carico dipendente se la RAL è sotto l’assegno sociale (€ 7.101,12 per il 2026)

💡 Consiglio del nostro Studio: come gestire i lavoratori indecisi

Può capitare che il lavoratore, nei primi 60 giorni, non abbia ancora le idee chiare sulla destinazione del TFR.

In questi casi, una gestione pratica e prudente è:

👉 far compilare comunque il modulo TFR2 scegliendo di mantenere il TFR in azienda
👉 invitare il lavoratore a prendersi il tempo per approfondire il tema della previdenza complementare

Perché è una buona scelta:

  • evita un’adesione automatica non consapevole
  • evita l’attivazione automatica della contribuzione aziendale
  • consente una decisione più ragionata su un tema importante

Infatti, ricordiamo che il silenzio-assenso comporta:

  • iscrizione automatica al fondo
  • versamento del TFR
  • contributo anche a carico del datore

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