Il protocollo punta alla prevenzione e al contenimento dei rischi legati alle emergenze climatiche sul posto di lavoro.
🔹 A CHI SI APPLICA?
- A tutti i datori di lavoro, pubblici e privati.
- In particolare, ai settori ad alta esposizione: edilizia, agricoltura, logistica, vigilanza.
🔹 PRINCIPALI INDICAZIONI
Obiettivo: Prevenire e ridurre il rischio legato alle ondate di calore nei luoghi di lavoro.
Misure previste:
- Riprogrammare orari e turni per evitare le ore più calde (es. 12:30–16:00)
- Allestire aree ombreggiate o climatizzate per le pause
- Promuovere lo smart working dove tecnicamente possibile
- Pianificare strategicamente ferie e permessi
- Fornire DPI idonei (indumenti leggeri, copricapo, occhiali da sole)
- Garantire disponibilità di acqua fresca, sali minerali e frutta
- Attivare la sorveglianza sanitaria per soggetti fragili
🔹 GESTIONE CASSA INTEGRAZIONE (CIGO, FIS, FSBA)
- Utilizzabile anche in forma preventiva
- Attivabile in presenza di temperature percepite elevate, non solo >35°C
- Ammessa anche in caso di ordinanze locali o su disposizione dell’RSPP
- Non serve uno storico richieste; sono escluse causali improprie
🔹 ASPETTI ORGANIZZATIVI E GIURIDICI
- Se orari e turni sono regolati da CCNL o accordi interni, serve confronto sindacale
- In caso di ordinanze regionali o comunali → obbligo di sospensione
- Il mancato rispetto delle misure previste nel DVR può generare responsabilità penale (art. 2087 c.c. e D.Lgs. 81/2008)
🔹 SINERGIA CON LE PARTI SOCIALI
Il protocollo sottolinea l’importanza della contrattazione aziendale per:
- Ridefinire l’organizzazione del lavoro
- Introdurre protocolli interni su clima e microclima
- Gestire ferie, permessi e sorveglianza sanitaria in modo condiviso
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